Storie di Bergamo Città Alta


In questo post troverai tutte le curiosità e gli approfondimenti su Bergamo Città Alta di cui hai bisogno. Qui troverai le informazioni riguardanti i luoghi che visiterai giocando City Escape Bergamo e conoscere le storie dei personaggi che hanno fatto di Bergamo una città così ricca di storia, arte e cultura.

Porta San Giacomo 

La Porta di San Giacomo è la più recente delle quattro porte che consentono l’accesso alla Città Alta di Bergamo. Delle fortificazioni erano presenti in realtà fin dall’epoca romana, e le porte che possiamo ammirare oggi sono in realtà il loro volto più recente. Al posto dell’odierna San Giacomo vi era infatti la Porta di San Lorenzo. Costruita con il pregiato marmo bianco rosato della cava di Zandobbio, la sua raffinata estetica indica un intento poco militare e bensì di apertura verso chi da fuori entrava in città.

Palazzo Medolago Albani

Nato nel 1783 dalla demolizione del preesistente palazzo di Gerolamo Poncino, il Palazzo Medolago Albani è un mirabile esempio di architettura neoclassica. Fu progettato da Simone Cantoni su richiesta del Conte Luigi Vailetti, proprietario del precedente edificio. Nel 1841 fu acquistato dal conte Giacomo Medolago Albani, antenato degli attuali proprietari, che lo fece restaurare e commissionò i cinque medaglioni di marmo presenti sulla facciata. Questi medaglioni, dei pannelli a bassorilievo, furono realizzati da Giovanni Maria Benzoni e raccontano scene della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

Basilica di Santa Maria Maggiore

Inaugurata nel 1185 anche se ancora incompleta, la basilica sorge sulle ceneri della precedente Chiesa di Santa Maria. La ricostruzione avvenne ad opera di magistro Fredo, come riporta l’iscrizione sulla Porta dei Leoni Bianchi. La chiesa sarebbe stata poi lavorata, modificata e abbellita per svariati secoli, arrivando alla forma che oggi possiamo ammirare solo a metà del 1600. 

Primo elemento d’interesse è la mancanza di una facciata e di un ingresso principale. La parete è infatti in comune con il palazzo vescovile. Gli ingressi sono quattro: due porte più piccole, poste ai lati dell’abside, e le due porte principali, quella dei Leoni Bianchi sul lato meridionale e quella dei Leoni Rossi (così chiamata per via del pregiato marmo rosso di Verona con cui sono sono stati scolpiti) sul lato settentrionale. 

Tra le due porte settentrionali vi è ancora la cosiddetta “parete dei tessitori” così chiamata per le misure che vi sono affisse (braccio, cavezzo ecc...) e che venivano usate dai commercianti per misurare le stoffe e fare affari. 

Il Cavaliere Misterioso

Chi giace dentro al sarcofago? Per anni si pensò che contenesse i resti nientemeno che di Bartolomeo Colleoni. L’arca venne scoperta nel 1950, celata sotto il pavimento della Basilica di Santa Maria Maggiore. Conteneva le ossa di una persona di statura molto imponente - un gigante avrebbero detto un tempo - insieme ad un bastone da comando, una spada e un dado d’avorio. Ciò fece pensare che si potesse trattare del condottiero (che era alto quasi due metri), possibilità poi esclusa a seguito di ulteriori accertamenti. 

Le vere spoglie di Colleoni sarebbero state rinvenute alcuni anni dopo e adesso giacciono nella Cappella a lui dedicata. Il mistero quindi rimane aperto: chi era il possente guerriero che riposa nel sarcofago? 

Piazza Mercato dell Scarpe

Piazza Mercato delle Scarpe prese il nome che conosciamo durante la dominazione viscontea nel 1300, quando tutte le piazze di Bergamo vennero rinominate sulla base delle merci che venivano vendute (abbiamo infatti Piazza Mercato delle Scarpe, del Fieno, della Stoffa). 

Palazzo Rota Suardi

Fu costruito a metà del 1300 su commissione di Guido de’ Suardi, membro di una delle famiglie più potenti di Bergamo all’epoca (i Suardi furono gli storici rivali dei Colleoni). L’uomo si fece ritrarre nell’affresco che ancora oggi si può ammirare sulla facciata dell’edificio al motto della famiglia, VIM VI REPELLERE LICET, e allo stemma contenente l’aquila nera imperiale in campo giallo e il leone rampante in campo rosso. 

Nel 1887 il palazzo divenne di proprietà dell’amministrazione comunale, che lo rivisitò completamente trasformandolo nella stazione della funivia.

San Vincenzo

Al numero 9 di via Mario lupo Il passaggio Casa lunga  porta direttamente in Piazza Vecchia.

Facendo attenzione si può notare che sull'arco di ingresso del porticato è presente una scultura  risalente al XI secolo raffigurante un mezzo busto in abiti religiosi: è San Vincenzo, diacono e martire del 300 d.C. 

Nonostante possa passare inosservato, S. Vincenzo è una figura di rilievo per Bergamo, infatti fu il patrono della città fino al 1689, dopo che fu sostituito con Sant’Alessandro. Per qualche tempo, a Bergamo, due chiese distinte si 

contendevano il titolo di cattedrale: La prima dedicata al vecchio patrono San Vincenzo, che sorgeva dove troviamo l’attuale Duomo, l’altra intitolata Sant’Alessandro. 

Nel 1561, quest'ultima fu abbattuta per poter realizzare la costruzione delle Mura Venete. I resti di Sant'Alessandro vennero trasferiti nella chiesa di San Vincenzo, facendo così convivere le due devozioni e i canonici dei due differenti capitoli. 

Nel Novembre del 1689, il vescovo Giustiniani riesce nell’impresa di unire sotto un unico capitolo San Vincenzo e Sant’Alessandro. Il Duomo, tuttavia, viene dedicato a quest’ultimo quando le sue reliquie vennero trasportate all'interno di Bergamo. Di San Vincenzo non vi erano reliquie e forse questo fa la base della scelta di intitolare a Sant'Alessandro la chiesa di Bergamo. 

Poco più avanti si entra in Piazza Angelini, dove si può ammirare una delle tre meridiane della città. Questo tipo di meridiana murale indica tre ore diverse: 

  • Italica, indica cioè quante ore sono trascorse dall'ultimo tramonto del sole o quante ne mancano al prossimo, cioè' quando la meridiana segna le ore 24
  • Babilonese (o greca): misura le ore trascorse dall'alba del luogo in questione, e quindi ad esempio se il fascio luminoso colpisce la retta accompagnata dal numero 4, allora il Sole in quel luogo e' sorto esattamente da 4 ore
  • Spagnola, cioè quella calcolata ai giorni nostri, contando le ore dalla mezzanotte alla mezzanotte

Via Donizzetti

All’interno della via si può ammirare una fontana Romana, nona tappa del percorso dell’acqua che irrora Bergamo Alta. Infatti il sistema di distribuzione delle acque parte dall’acquedotto romano e incontra la sua prima tappa nella Cittadella per poi tagliare la città nel centro, passando da via Colleoni e collegandosi alle principali piazze, quali Piazza Mascheroni, 

Piazza Vecchia, Duomo, Piazza Mercato delle Scarpe, per poi finire il suo giro nel serbatoio di Sant’Agostino.

Inoltre nella via si può trovare Casa Fogaccia o casa dell'Arciprete. Si tratta di un fabbricato civile risalente agli anni tra il XV e il XVI secolo, un tempo contrada di San Cassiano, nella parte alta della città di Bergamo, dal XX secolo parte dell'Università di Bergamo accogliendo il Dipartimento di Lingue e letterature straniere.

Infine al numero 2 di via Donizetti Si può notare uno dei numerosi soli con la scritta jhs (Jesus Hominum Salvator). 

I soli di San Bernardino da Siena

Tra le vie di Bergamo Alta si possono notare alcuni bassorilievi rappresentanti un Sole al cui centro è inciso il trigramma JHS. Si tratta dei trigrammi di San Bernardino da Siena che giunse in città per far da  paciere  durante gli scontri tra Guelfi e Ghibellini. 

Nelle sue prediche egli insisteva costantemente sulla devozione al nome di Gesù: durante il loro corso, venivano fatte adorare e baciare dai fedeli delle tavolette di legno colorate in oro e azzurro sulle quali era dipinto o inciso il trigramma IHS (Iesus Hominum Salvator) sormontato da una croce e inscritto in un Sole.

Non si è certi del motivo per cui questi soli si trovino solo su alcuni edifici; tra le teorie più accreditate ci sarebbe quella secondo la quale  siano stati posti sulle case che hanno offerto ospitalità a San Bernardino. Oppure potrebbero rappresentare i Casati che abbandonarono la lotta dopo la visita del frate.

Via Arena / Museo Donizzetti

Via Arena è una strada molto antica di Bergamo, risalente circa al I o II secolo. Contrariamente a quella parte della struttura urbanistica che si è sviluppata su due assi principali ( Come via Lupo e via Gombito), via Arena è stata costruita secondo gli antichi metodi, assecondando la struttura del territorio. Fu una delle prime strade presenti a Bergamo.

Passeggiando per via Arena si possono trovare numerosi monumenti e palazzi, un tempo affrescati e alcuni dei quali recuperati tramite la tecnica dello strappo. 

Gli edifici principali che troviamo sono:

  • Fontana del Antescolis
  • Tempietto di Santa Croce
  • Casa dei Carcerati
  • Casa del Forno
  • Palazzo Angelini (Nella cantina di casa Angelini vi sono i resti di una vera e propria abitazione romana. Questo è ritenuto uno dei ritrovamenti archeologici più importanti dell'Italia settentrionale) 
  • Domus Magna

Proseguendo per la via incontriamo il museo Donizzettiano. Sono numerose le citazioni a Gaetano Donizzetti, compositore dei primi dell’800. Nacque proprio a Bergamo e fu uno tra i più celebri e proficui operisti italiani, nella sua carriera scrisse circa settanta opere, oggi rappresentate nei teatri di tutto il mondo.

Piazza Vecchia

Piazza Mascheroni

Un tempo denominata Piazza Nuova, per distinguerla dalla famosa Piazza Vecchia, questa parte di città era luogo di compravendita di grano e biada in seguito intitolata a Lorenzo Mascheroni. 

Venne realizzata in stile rinascimentale, con un pozzo e una fontana. Il simbolo più importante è la torre con l’orologio, su cui è impresso il vessillo di Venezia, che si incrocia con la biscia simbolo dei Visconti di Milano, segno dell’alleanza che le due casate strinsero. 

Sui muri dei palazzi che racchiudono Piazza Mascheroni si possono notare alcuni degli affreschi firmati da Giovanni de’ Busi e rappresentanti il celebre poema di Ariosto, l’Orlando Furioso. 

Piazza Mercato del Fieno

Il punto d’interesse più importante in zona Piazza Mercato delle Scarpe è sicuramente Il convento di San Francesco, vero tesoro milleduecentesco di Città Alta. Il complesso è oggi un esempio di architettura medievale antica, strutturata su ed attraverso dei chiostri. Oggi a seguito di mutilazioni e danneggiamenti subiti nei secoli restano accessibili il chiostro delle Arche e quello del pozzo con lunette affrescate. Molte facciate offrono ancora oggi pezzi qui e lì di decorazioni di pregio antiche facilmente visibili camminando per i chiostri. Negli anni il complesso, nato come convento, divenne prima ospedale, poi carcere, casa di pena e parte del sistema Museale della città.

Palazzo Terzi

Palazzi Terzi fu costruito nel XVII secolo a festeggiamento di due importanti matrimoni della famiglia Terzi e a testimoniare l’alto rango sociale raggiunto dalla stessa. Mentre da fuori può sembrare un semplice edificio barocco di pregio, che rischia addirittura di passare inosservato, il palazzo riserva delle chicche a pochi conosciute. Oltre al belvedere di cui si può godere dalla sua terrazza, e le sontuose stanze interne perfettamente conservate a testimonianza della vita agiata di un tempo, visitabili con guida, le sorprese continuano nei sotterranei dell’edificio.  Qui si trova un’insolita collezione di 20 maschere mortuarie. Si tratta di calchi in gesso di coloro che prestarono servizio domestico presso la dimora. Sebbene possa apparire insolita o addirittura macabra, la pratica di conservare per sempre le caratteristiche fisiche dei defunti con calchi di gesso era abbastanza comune nel XVII e XVIII secolo. 

Parete dei Tessitori

La piazza adiacente al lato settentrionale della basilica era in tempi medievali uno spazio dedicato ad uno dei mercati cittadini antichi (1200-1300). Bergamo allora era un’importante destinazione, anche a livello europeo, per molti mercanti, soprattutto di sete e stoffe. Per unificare e semplificare i sistemi di scambio la città imponeva un sistema di misurazione universale che, in questo caso, era accessibile e consultabile da tutti semplicemente apponendo i capi o o fili contro le barre di ferro. Queste, apposte all’esterno della basilica, sono ancora oggi visibili e riportano come allora i nomi latini delle lunghezze e i rispettivi numeri. Osservandoli da vicino troveremo:

  • Capitium Comunis Pergami, o cavezzo - caès (2,6265 m)
  • Brachium, o braccio - bras (525,3134 m)
  • Sommessus, o Somès

La Rocca di Bergamo

La Rocca, costruita nel 1300 fungeva da fortificazione militare a difesa di un territorio che per i tre secoli a seguire sarebbe diventato un importante e prospero centro cittadino e snodo mercantile dei domini di terraferma della Repubblica di venezia. Oggi parte del sistema museale della città, allora la Rocca serviva principalmente a offrire alle guardie cittadine un luogo di ronda privilegiato, sopraelevato e protetto. La costruzione della fortificazione, così come per la cinta muraria erano stati voluti dalla repubblica per via della posizione chiave della città che, trovandosi all’incrocio di strade che arrivavano o portavano da/a Venezia, la vicina Milano e altre potenze europee, era diventata un ghiotto bottino per le potenze vicine. Nella seconda parte del dominio veneto Venezia, vedendo il proprio potere e la propria influenza in mare diminuire, aveva tutto l’interesse di intensificare e proteggere i propri sforzi e interessi su terra ferma. 

La rocca oggi offre un punto avvantaggiato per una vista a 360 gradi di Citta Alta, delle prealpi bergamasche e la pianura fino addirittura a vedere Milano. Una vista che saprà ricompensare la camminata. 

Oltre alla vista e l’emozione di passeggiare attraverso la storia medievale della città la presenza del museo, di targhe commemorative e armamenti bellici moderni ricordano e informano in merito al ruolo di Bergamo durante il periodo delle guerre mondiale.


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